Liceo Scientifico Statale "Galileo Ferraris"
Corso Montevecchio, 67 - 10129 Torino

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Referente di Istituto: prof.ssa Claudia Lucca

Anche quest'anno il Galfer ha aderito all'iniziativa

LIBRIAMOCI. GIORNATE DI LETTURA NELLE SCUOLE

Consulta: www.libriamociascuola.it

Iniziativa promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT)– attraverso il Centro per il libro e la lettura - e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) –Direzione generale per lo studente.

OSPITI AL GALFER COME "LETTORI DI ECCEZIONE":

IL POETA-PERFORMER GUIDO CATALANO (giovedì 26 ottobre 2017, 10.30-11.30)

IL GIORNALISTA E SCRITTORE MARIO BAUDINO (venerdì 27 ottobre 2017, 10.00-11.00)

 

Guido Catalano: "per essere un poeta sono troppo di buonumore"

Parlare con i poeti è ancora possibile. Ascoltare i poeti è ancora possibile. Non solo attraverso la pagina di un libro, ma incontrando poeti in carne ed ossa, come Guido Catalano. Che poeta afferma prepotentemente di essere, proprio mentre ostenta la sua aureola imbrattata di fango (direbbe Baudelaire), con quell'(auto)ironia che caratterizza lui e tutto ciò che scrive:

"i poeti non mi considerano un poeta ma un cabarettista/ i cabarettisti non mi considerano un cabarettista ma un poeta/ gli elettricisti non mi considerano un elettricista e fanno bene" (Di poesia, di metal, d'amore)

"Si può fare i poeti senza essere poeti? Si può non fare i poeti ed esserlo? Cosa significa essere poeta? Qual è la differenza tra essere poeta e fare il poeta? Il pessimo poeta è comunque poeta in quanto poetizza? Chi lo dice, sa di esserlo? [...] Ecco questa è solo una piccola percentuale delle domande che mi pongo da anni prima di andare a letto o mentre faccio la pipì nei bagni dei bar che frequento. Domande alle quali non so rispondere e soprattutto non ne ho alcuna intenzione" (Preambolo dell'Autore in Piuttosto che morire m'ammazzo, Torino, Miraggi Edizioni, 2013).

Un'ora intensa fatta di ascolto, commozione, leggerezza, umanità (e non poche risate) hanno vissuto 90 ragazzi delle Quinte del nostro Liceo. Un'ora di scoperta che poesia è vita, la loro vita. Un'ora in cui si sono alternati momenti di lettura a momenti di dialogo fra lo scrittore e i ragazzi.

LIBRIAMOCI_Guido Catalano

Catalano ha letto (o meglio, ha dato vita e colore con la propria voce e il proprio corpo) una selezione delle sue poesie, enfatizzando con il tono, il gesto, le pause, tutte quelle sfumature espressive che la parola scritta non riesce sempre a rendere appieno. Una perfetta dimostrazione della forza di quella "lettura ad alta voce", che si nutre dell'interazione diretta fra chi parla e chi ascolta, che corrisponde allo spirito più autentico della manifestazione "Libriamoci". Che Catalano sia un poeta non è opinione unanime ("criminale poetico seriale" lo ha etichettato uno dei suoi più accaniti detrattori), ma che riesca -in un tempo di smartphone, di predominio delle immagini, di relazioni virtuali- a catturare l'attenzione solo con il potere della parola è cosa innegabile. Indipendentemente da considerazioni di tipo squisitamente letterario. 

Anche la scelta dei testi da proporre ai ragazzi nasce da una sapiente intelligenza comunicativa, che ha messo al centro dell'esperienza non "l'io del poeta" ma il "noi" della relazione con il pubblico.

Poesie che dicono "questo sono io...", ma in cui potersi riconoscere e dire " anch'io...è vero...", come Curriculum vitae (Sono nato alle 8.50 del mattino/ un 6 febbraio/ era il ‘71./ Faceva freddo e buio./ Cesareo/ due settimane in anticipo./ Mi hanno sùbito operato di ernia inguinale/ che chi inizia bene/ è a metà dell’opera. //A 17 anni ho deciso che volevo diventare una rock star/ poi ho capito che forse non ce la facevo/ e ho ripiegato su poeta professionista vivente/ che c’erano più posti liberi); La mamma del poeta (ovvero come turbare la tranquillità di ogni madre dicendole che non sarà mai "la mamma dell'avvocato, dell'ingegnere, del chirurgo": la pensione è uno dei chiodi fissi che ha mia mamma/ “mamma, la pensione, noi poeti, è una roba che/ esula, mamma” le dico); Liceo Classico Massimo D'Azeglio (quante volte da adolescenti ci si vorrebbe confondere con i muri, sparire...e non è necessario aver frequentato l'illustre Liceo: ho piuttosto imparato/ l’arte del mimetismo/ mi mimetizzavo con i banchi, i muri, le lavagne / i cessi/ era un modo per sopravvivere/ non so, mi sentivo costantemente in pericolo/ addirittura/ spesso, non andavo a scuola il giorno/ della foto di classe/ è provato/ ci sono poco nelle foto); Ti piacerebbe andare a more? (perché essere disposti a sentirsi dire "no, tu per me non esisti" è una bella prova di coraggio, per tutti, ad ogni età: ti piacerebbe andare a more con me/ pungendoci i diti/ ti piacerebbe?/ e a castagne?/ e a funghi?/ e a ortiche?/ sai che si mangiano le ortiche?/ pungendoci i diti?/ ti piacerebbe?/ no, mi disse/ no no, proprio non mi piacerebbe // per i diti? chiesi/ no no, proprio non mi piacerebbe andarci con te.).LIBRIAMOCI_catalano 2

Poesie d'amore o meglio sull'amore, come antidoto alla vita di trincea a cui spesso si riduce l'esistenza, con il rischio di essere spazzati via quando il vento soffia più forte, come Dormire da solo (classificata dal suo autore di livello ben 9.6 della scala Catalano) o Tieniamoci stretti che c'è vento forte (teniamoci stretti che c’è vento forte/ che ci porta via/ teniamoci stretti facciamoci stretti/ bellezza mia/ abbracciamoci coi bracci/ aggambiamoci con le gambe/ addentiamoci/ annodiamo i nostri capelli ai nostri capelli/ incastriamoci le dita dei piedi/ diamoci le mani/[...] ed io sia maledetto /sia maledetto io, non dio/ se mollo questa presa di salvezza). 

Impellenti e sincere le domande degli allievi, le più disparate: che musica ascolti, come lavori ai testi delle tue poesie, perché parli di  te stesso, riesci davvero a vivere di poesia, perché le parolacce, fino ad arrivare all'immancabile... per che squadra tifi? E Catalano ha risposto con la familiarità e l'autenticità che ha dimostrato fin dall'inizio dell'incontro. I ragazzi avrebbero voluto ancora domandare e ascoltare perché hanno potuto fare esperienza di una parola che, mentre sembra non prendersi sul serio, va invece al cuore (“e in qualche altro organo vitale”, direbbe Catalano, per smorzare il sentore di retorica di questa conclusione) di quello che siamo.

Mario Baudino legge il Don Chisciotte. “Sfaccendato lettore”: un invito a godere della parola narrata.

Sfaccendato lettore, potrai credermi senza che te ne faccia giuramento, ch'io vorrei che questo mio libro, come figlio del mio intelletto, fosse il più bello, il più galante ed il più ragionevole che si potesse mai immaginare.

Come lasciarsi afferrare dall'hidalgo della Mancia, con lettore d'eccezione Mario Baudino. Giornalista, poeta, romanziere, saggista, per un giorno si è messo al servizio della parola altrui, quella di Cervantes, in particolare del capitolo XX del Don Chisciotte, di fronte ad alcuni allievi e allieve delle classi quarte. Una parola che incuriosisce (nonostante l’ottima traduzione in italiano moderno quanti termini insoliti per dei giovani ascoltatori del terzo millennio!), incanta, conduce per mano nel bosco stellato:

li portò fra alberi altissimi, le cui fronde, mosse dal vento, producevano un altro mormorio piacevole e pauroso ad un tempo; di qualità che tutt'insieme la solitudine, il sito, l'oscurità, il susurro delle acque, lo stormir delle foglie, tutto cagionava orrore e spavento. E tanto più poi considerando che né le botte cessavano, né il vento taceva, né il giorno era vicino, né oltre a questo sapevano in che luogo si trovassero.

Fa sorridere con le ben poco nobili gesta di Sancho Panza alle prese con le conseguenze…fisiologiche della propria paura. Per un'ora, novanta studenti di 17 e 18 anni diventano "descantati" lettori, pronti a sperimentare l’incantesimo della narrazione.

LIBRIAMOCI_Mario Baudino

Un incantesimo che per riuscire ha bisogno di un animo “sfaccendato”, appunto “descantato”, che non abbia perso il gusto di ritagliarsi uno spazio di pura gratuità, libero dall’imposizione dell’attivismo esasperato, dell’utile ad ogni costo, dall’impegno di doversi preparare per un radioso futuro professionale, dalla paura di non essere all’altezza delle aspettative... Un incantesimo che ha bisogno di un lettore generoso, che presti con umiltà la propria voce alla parola di un altro uomo, anche se lontana di secoli. Una voce che racconta di un malinconico e sgangherato cavaliere, nato in un tempo sbagliato che sembra non avere previsto un posto per lui, che impazzisce per i libri o che forse fa finta di impazzire per mostrare con la sua vita che è ancora possibile affermare valori di purezza e cortesia. Il sogno di un folle o sono folli quelli che non hanno il coraggio di seguirlo in questa avventura?

(Claudia Lucca-Raffaella Brondolo)

Le edizioni passate...

EDIZIONE 2016-2017 

Progetto "Lettori di eccezione": mercoledì 26 ottobre 2016

Mercoledì 26 ottobre, dalle ore 10.00 alle ore 11.30, sono stati ospiti nel nostro Liceo come "lettori di eccezione":

il dr. Gian Francesco Arzente, la dr.ssa Raffaella Borio e la  dr.ssa Monica Buemi

dell'Associazione IPOL (Istituto Psicoanalitico di Orientamento Lacaniano), che hanno letto ad una rappresentanza di classi quinte del Liceo passi tratti dal carteggio fra A.Einstein e S.Freud sul tema della guerra:

Caro signor Freud,

La proposta, fattami dalla Società delle Nazioni e dal suo “Istituto internazionale di cooperazione intellettuale” di Parigi, di invitare una persona di mio gradimento a un franco scambio d’opinioni su un problema qualsiasi da me scelto, mi offre la gradita occasione di dialogare con Lei circa una domanda che appare, nella presente condizione del mondo, la più urgente fra tutte quelle che si pongono alla civiltà. La domanda è: C’è un modo per liberare gli uomini dalla fatalità della guerra? E’ ormai risaputo che, col progredire della scienza moderna, rispondere a questa domanda è divenuto una questione di vita o di morte per la civiltà da noi conosciuta, eppure, nonostante tutta la buona volontà, nessun tentativo di soluzione è purtroppo approdato a qualcosa.

Una domanda di innegabile attualità, su cui i ragazzi presenti sono stati chiamati a riflettere.

Progetto "letture ad alta voce" promosso dalla Commissione "Cittadinanza e Costituzione" dell'Istituto

La Commissione  "Cittadinanza e Costituzione" propone la lettura di passi tratti dai seguenti testi:

Sofocle, Antigone  (classi prime e seconde)

Sebastiano Vassalli, La chimera (classi terze)

Albert Camus, Lo straniero (classi quarte)

Italo Calvino, La giornata d'uno scrutatore (classi quinte)

Inaugurazione del Progetto Book crossing Galfer

Coinvolgimento degli allievi, dei docenti e del personale ATA dell'Istituto nell'esperienza del Book crossing: lascia che i tuoi libri siano liberi di viaggiare...

EDIZIONE 2015-2016

Progetto "Lettori di eccezione": giovedì 29 ottobre 2015

Nell'ambito dell'iniziativa "Libriamoci", il dott. Ernesto Ferrero ha incontrato giovedì 29 ottobre gli allievi delle classi 4C, 5L e 5N. In tale occasione ha letto e commentato alcuni brani tratti da Viaggio al termine della notte di Cèline e Ma il mio amore è Paco di Fenoglio, seguiti da alcune poesie di Cardarelli, della Szymborska e di Primo Levi.

Ernesto Ferrero al Galfer 29 ottobre 2015

Forse - come lui stesso ha ammesso - è caduta l'utopia in cui si credeva negli anni '70 alla casa editrice Einaudi, quell'utopia per cui si era convinti che i libri potessero migliorare il mondo; eppure ora non ha alcun senso rimpiangere il passato perché la nostalgia è sterile e il libro continua a parlare all'uomo.