Liceo Scientifico Statale "Galileo Ferraris"
Corso Montevecchio, 67 - 10129 Torino

Concorso Bibbia rap 2017

 

Per dettagli: http://bes.biblia.org/tesine/2016-2017-dalla-cetra-al-rap-bibbia-e-musica.html

 Un assaggio del lavoro della III P (tratto dalla Premessa metodologica)                    

SALMI 

Polifonia dell’esistenza  

I Canti dell’abbandono

Il saggio è stato elaborato dalla classe III P, composta da 23 studenti che hanno lavorato sotto la guida dei proff.Claudia Lucca, Cristiano Domenichelli, Rinaldo Previtali, sia a classe intera sia a gruppi. L’attività a scuola si è svolta in un arco di tempo compreso fra inizio ottobre 2016 e la prima settimana di marzo 2017, con una frequenza di una o due ore settimanali sotto la guida di un docente.

A partire dal Salmo 22Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato”, dal versetto di Marco 15, 34 e dal Salmo 130 “Dal profondo a te grido, o Signore” è stato esplorato il tema dell’abbandono nelle sue molteplici ed eterogenee espressioni, declinato in una ricca varietà semantica, come dimenticanza, lontananza, indifferenza, silenzio, assenza, abbandono di Dio soprattutto, ma anche degli amici, dei familiari e, persino dei genitori.

Dalla Bibbia

La prima parte della ricerca ha riguardato lo studio esegetico dei Salmi con le seguenti modalità: 

a)   La Parola: lettura attenta del Salmo.

b) La voce dell’esegesi. Sitz im Leben: per una corretta contestualizzazione e comprensione del Salmo, sono state proposte alcune fondamentali note esegetiche di biblisti di provato rigore scientifico, che fornissero agli allievi alcune chiavi di lettura senza tuttavia precludere una loro personale e libera comprensione e interpretazione.

c) Voce di molte voci: secondo una griglia predisposta dalla docente di Lettere, ogni componente del gruppo ha elaborato, prima singolarmente e poi collettivamente, un commento al Salmo di competenza.

d) Attualizzazione: nella consapevolezza che nei Salmi, “come in uno specchio, oscuramente” (ben si adatta al nostro tema il versetto di san Paolo, 1 Lettera ai Corinzi, 13,12) ritroviamo il volto dell’uomo del nostro tempo, abbiamo individuato e presentato alcune esperienze individuali o collettive attuali, particolarmente significative ai fini della nostra ricerca perché sono riconducibili a quelle del salmista o dei personaggi che soffrono, gioiscono, vivono nel mondo dei Salmi.

In particolare abbiamo richiamato il sentimento doloroso e sempre attuale di essere abbandonati da Dio e dagli uomini, l’essere dimenticati, minacciati, perseguitati, imprigionati e persino assassinati a causa della giustizia, temi tutti che i Salmi conoscono bene. 

alla Musica

La seconda parte della ricerca ha esplorato il mondo musicale individuando per ciascun Salmo un brano musicale ad esso confacente sia, esplicitamente, come trasposizione musicale sia, implicitamente, come interpretazione tematica nel linguaggio dei suoni.  

Nella fattispecie, per il Salmo 22 e Marco 15, 34 il brano musicale di riferimento è la Sonata IV - Deus meus, Deus meus, utquid dereliquisti me? – Largo, de Le Sette ultime parole di Cristo sulla Croce, (Eisenstadt, Eszterhàza, versione strumentale 1785, Hob. XX:1) di Franz Joseph Haydn (Rohrau, 31 marzo 1732 – Vienna, 31 maggio 1809).

Il Salmo 13 trova la sua naturale espressione e meditazione musicale nell’opera di Johannes Brahms (Amburgo, 7 maggio 1833 – Vienna, 3 aprile 1897), Psalm 13, in sol minore op. 27, per coro femminile (SSA) e organo o pianoforte (1859), Herr, wie lange willst du mein so ganz vergessen?

I versetti del Salmo 42Le lacrime sono il mio pane giorno e notte, mentre mi dicono sempre: Dov'è il tuo Dio?” e le parole di speranza “6Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, lui, salvezza del mio volto e mio Dio” ci hanno rinviato alla Sinfonia n. 3 per orchestra e soprano, opus 36 -  “Symfonia pieśni żałosnych”, ovvero Sinfonia di canti lamentosi” (1976), II. Movimento: Preghiera di Helena Wanda Blazusiakowna, scritta sul muro di cella della prigione della Gestapo di Zakopane, “Madre, non piangere, no, casta regina del Paradiso, sempre mi sostieni. Ave Maria”, di Henryk Mikołaj Gorecki (Czernica, 6 dicembre 1933 – Katowice, 12 novembre 2010).

Il De profundisSalmo 130 in latino - per coro maschile (controtenore, tenore, baritono, basso) organo e percussione (1980) di Arvo Pärt (Paide, 11 settembre 1935) costituisce, a nostro parere, una delle pagine più toccanti del repertorio musicale religioso, dove preghiera, meditazione, suono e canto si fondono mirabilmente.  

Il Salmo 10, infine, nel lancinante e ossessivo lamento che percorre tutto il testo “O Signore, perché te ne stai lontano? Perché ti nascondi in tempo d'angoscia?” e “ Alzati, o Signore! O Dio, alza la tua mano! Non dimenticare i disgraziati”, trova, a nostro parere, nel brano musicale rap Coma, composto e cantato dal rapper Gemitaiz in collaborazione con Victor Kwality, una possibile lettura interpretativa capace, se pur in una forma “inconsueta” ed “eretica”, di dare voce alle domande di senso delle nuove generazioni.

La fase … alla Musica, è stata svolta con queste modalità:

a) Il docente esperto di Storia della Musica ha presentato le opere e guidato l’ascolto dei primi quattro brani musicali a classe unita.

b) Ciascun allievo ha espresso per iscritto le proprie considerazioni, impressioni, emozioni sui brani ascoltati e, in particolare, su quello relativo al Salmo di competenza. c) Ogni gruppo ha creato un testo espressivo in cui ha armonizzato in un’unitaria interpretazione il mondo interiore affiorato attraverso l’ascolto.

Breve introduzione: Le ragioni di una scelta

1. La Bibbia e la cultura occidentale 

Il poeta inglese William Blake (1757-1827), ha scritto che «l’Antico e il Nuovo Testamento sono il Grande Codice dell’arte»1. Con questa definizione egli intendeva evidenziare lo stretto rapporto che esiste tra la Bibbia e la creatività umana nelle sue multiforme espressioni.

Il critico canadese Northrop Frye (1912-1991), riprendendo l’espressione e il giudizio di Blake, nel suo importante saggio Il grande codice. La Bibbia e la letteratura, ha sostenuto che le Sacre Scritture costituiscono «il sistema immaginativo – o universo mitologico - entro il quale la letteratura occidentale ha operato sino al diciottesimo secolo, e sta in larga misura ancora operando»2.

Nello studio sulla Bibbia, condotto “dal punto di vista di un critico letterario”,  Frye ha scritto che «la Bibbia ha esercitato una continua, feconda influenza sulla immaginazione, sulla letteratura, sull’arte e sulla cultura in generale dell’Occidente»3. In tempi più recenti, Harold Bloom, il più celebre e influente critico letterario anglosassone vivente (New York, 1939), nell’opera  Il Canone occidentale si è chiesto quali fossero i libri e gli scrittori su cui la civiltà occidentale ha costruito la propria letteratura4.

Bloom ha individuato ventisei autori, prosatori e drammaturghi - ai quali ha dedicato alcune pagine di studio diventate un patrimonio straordinario - definendoli “autori canonici”, vale a dire autorevoli e fondamentali per la nostra cultura. Essi sono: Chaucer, Shakespeare, Milton, Wordsworth, Dickens, Woolf, Austen, Johnson (Inghilterra); Montaigne, Molière, Proust (Francia); Goethe, Freud, Kafka (Germania); Whitman, Dickinson, Eliot (Stati Uniti); Borges, Neruda (America Latina); Beckett, Joyce (Irlanda); Cervantes, Pessoa (Spagna); Dante (Italia); Ibsen (Svezia); Tolstoj (Russia).

Ma fra questi, secondo Bloom, si distinguono per originalità e creatività, due poeti, Shakespearee Dante: «Shakespeare e Dante sono il centro del canone perché superano tutti gli altri scrittori occidentali in termine di acume cognitivo, energia linguistica e capacità inventiva»5.

In una intervista ha dichiarato che «Se potessi avere un solo libro, vorrei che fosse l’opera omnia di Shakespeare. Se potessi averne due, quello e la Bibbia»6.

Il Canone occidentale– sostiene Bloom -è Shakespeare e Dante. Più in là vi è ciò che hanno assorbito e che li assorbe.Che cosa hanno assorbito tali scrittori? Dove hanno attinto l’ispirazione e i modelli letterari per le loro opere?

Per Bloom non vi è alcun dubbio: dalla Bibbia. Il Canone occidentale – sostiene Bloom –è debitore nei confronti della Bibbia.

2. La Bibbia e la musica

La Bibbia per secoli ha ispirato letterati, poeti, filosofi, pittori, scultori e … musicisti.

«In un preciso periodo storico – afferma Gianfranco Ravasi -, quello che va dalla seconda metà del ’600 sino agli inizi dell’’800, la musica ha superato le arti figurative nel divenire interprete della Bibbia: i nomi di Schütz, di Pachelbel, di Bach, di Vivaldi, di Buxtehude, di Telemann, di Couperin, di Charpentier, di Händel, di Haydn, di Mozart attestano inequivocabilmente questo predominio»7.

Ma, nondimeno, per tutto il secolo XIX e XX grandi compositori, ispirandosi ai testi biblici, hanno creato opere di altissimo valore musicale e di profonda spiritualità: Ludwig van Beethoven, Anton Bruckner, Johannes Brahms, Franz Liszt, Krzysztof Penderecki, Henryk Mikołaj Górecki; Arvo Pärt; John Rutter¸ John Tavener; Wojciech Kilar e altri ancora.

3. Il libro dei Salmi

Tra i testi sacri vi è un libro che si distingue da tutti gli altri libri della Bibbia, sia dal punto di vista formale che di contenuto: il libro dei Salmi.

Il Salterio è «la quintessenza di tutto l’Antico Testamento. Infatti esso ha in comune con i libri legislativi l’attaccamento alla Legge, con gli storici, la narrazione della storia  di Israele; con i sapienziali, gli insegnamenti morali e le riflessioni sui destini umani; con i profetici, lo zelo per la giustizia e per la difesa dei deboli, l’interiorità del culto, la visione dei tempi e degli eventi messianici»8.

I temi trattati sono: la gioia, il dolore, il lavoro, la vita, la morte, il male, la conoscenza e l’amore di Dio.

La sua forma è la parola musicata, cantata e concertata. La parola “salmi” (in ebraico tehillîm, in greco ψαλμοί,  psalmoí) significa inni, lodi, canti musicali.

Sono queste le ragioni per le quali abbiamo scelto di svolgere il tema proposto dal concorso attingendo i testi di studio e di confronto con i brani musicali dal Salterio.

NOTE

1. La citazione di Blake è riportata nel libro di Northrop Frye, Il grande codice. La Bibbia e la letteratura. Edizione Einaudi, Torino,  p. 9.

2. Ivi,  p. 3.

3. Ivi, p. 3-18.

4. Harold Bloom, Il Canone occidentale. I libri e le scuole delle Età. BUR Rizzoli, Milano 2008.

5. Ivi, p. 51.

6. www.raccontopostmoderno.com/2011/06/harold-bloom-intervista/New York.

7. AA. VV., L’uomo di fronte all’arte. Valori estetici e valori etico-religiosi. Atti del 55° corso di aggiornamento culturale dell’Università Cattolica. La Spezia, 8-13 settembre 1985, Edizione Vita e Pensiero, Milano 1986, p. 134.

8. Il messaggio della salvezza, Volume II, Parte II, I libri didattici, a cura di Armando Rolla, p. 447-448.

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Pubblicata il 23 giugno 2017

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