Liceo Scientifico Statale "Galileo Ferraris"
Corso Montevecchio, 67 - 10129 Torino
Oltre il Giorno della Memoria...2018-2019

...se morremo qui in silenzio come vogliono i nostri nemici, se non ritorneremo, il mondo non saprà di che cosa l’uomo è stato capace, di che cosa è tuttora capace: il mondo non conoscerà se stesso, sarà più esposto di quanto non sia ad un ripetersi della barbarie nazionalsocialista, o di qualsiasi altra barbarie equivalente, qualunque ne sia la matrice politica effettiva o dichiarata” 

(Primo Levi, Prefazione a La vita offesa, 1987)

"Vivevamo immersi nella zona grigia dell'indifferenza. L'ho sofferta, l'indifferenza. Li ho visti, quelli che voltavano la faccia dall'altra parte. Anche oggi ci sono persone che preferiscono non guardare"

(Liliana Segre, nominata senatrice a vita dal Presidente Sergio Mattarella il 19 gennaio 2018, in Sopravvissuta ad Auschwitz. Liliana Segre fra le ultime testimoni della Shoah di E.Zuccalà, 2013)

INIZIATIVE 2018-2019

Promozione nelle classi delle tante iniziative di celebrazione e di riflessione che si svolgono in questi giorni nella nostra città, elencate nel programma sul sito del Polo del '900 
 
SPETTACOLO "NONNO ROSENSTEIN NEGA TUTTO" (25 gennaio 2019)
La classe 3 O, accompagnata dalle proff.sse Duretto e Ottino, ha assistito venerdì 25 gennaio, presso la Casa del Teatro per Ragazzi e Giovani, allo spettacolo "Nonno Rosenstein nega tutto", tratto dall'omonimo romanzo di Marco Bosonetto, che lo ha adattato per le scene, e accompagnato da melodie kletzmer eseguite dal vivo. 

Dalla scheda didattica: "Uno scapestrato musicista kletzmer, reduce da Auschwitz, decide di prestarsi all'agghiacciante manipolazione di un gruppo di negazionisti perché non sopporta il peso del ricordo di  quanto ha subito nei campi di concentramento e del suo rapporto con la nipote che tenta di salvarlo [...] Una giovane donna in rappresentanza di una generazione che sta perdendo i testimoni diretti dell'Olocausto e che ha il dovere, la responsabilità, di proteggere la verità storica affinché una simile atrocità non venga negata né riproposta. Nonno Rosenstein nega tutto ribadisce la necessità di non dimenticare il male assoluto della Shoah, ma lo fa utilizzando una prospettiva inconsueta ed estremamente attuale, mettendo in scena il confronto tra un nonno reduce di Auschwitz che vorrebbe cancellare i propri ricordi e una nipote che meglio di lui avverte i pericoli dell'oblio. Un incontro fra generazioni e sensibilità diverse, una riflessione sul problema della memoria che usa l'ironia per uscire da ogni retorica celebrativa." 

LA PAROLA AI TESTIMONI: ROBERTO E GRAZIELLA JONA, OSPITI AL GALFER (25 gennaio 2019)

Venerdì 25 gennaio 2019, a ridosso della Giornata della Memoria, abbiamo voluto “fare memoria” invitando nel nostro liceo Roberto e Graziella Jona. Nell’aula a gradoni gli studenti di due classi con i loro insegnanti: l’espressione di attesa dei ragazzi, gli sguardi sorridenti degli ospiti, il clima di reciproca accoglienza. E così Roberto comincia a dare voce alla sua testimonianza.

Ognuno dei due coniugi ha raccontato la storia della propria infanzia e della propria famiglia dal momento dell’applicazione in Italia delle Leggi razziali del 1938. Due scenari diversi, Genova e l’entroterra ligure per Roberto, Milano, Bellinzona e Zurigo per Graziella. Due storie accomunate dal “miracolo” della salvezza, come sottolinea più volte Graziella. I ricordi di loro due bambini si fondono con i racconti e le spiegazioni a posteriori da parte dei loro genitori, allora ben attenti a nascondere la cruda realtà ai figli. Ne emerge un quadro estremamente limpido e nello stesso tempo tragico dei loro vissuti. La Dichiarazione sulla razza del Gran Consiglio del Fascismo (6 ottobre 1938), i decreti legge e le circolari che si susseguirono a ritmo serrato nel giro di quei pochi mesi comportano per gli ebrei l’esclusione dalle scuole, la perdita del lavoro, dei propri beni, l’etichetta “di razza ebraica” per ognuno. Dopo l’8 settembre del 1943 gli ebrei sono considerati nemici della patria. La presa di coscienza della realtà, la necessità di scegliere rapidamente un modo per mettere in salvo la famiglia, selezionare le cose necessarie, saper chiedere aiuto e ospitalità ad amici e conoscenti per evitare la deportazione, patire sulla propria pelle l’umiliazione di certe richieste, le fatiche fisiche del camminare a lungo di notte in condizioni invernali avverse, della fame, della malattia, del vivere nella paura. Tutto questo hanno vissuto i genitori di Roberto e Graziella, insieme con i loro bambini. Ma non solo questo. Durante la narrazione delle loro storie la tensione in diversi momenti si allenta: la generosità di amici o conoscenti che, anche rischiando la vita, accettano in modo eroico di ospitare ebrei nelle proprie case – i “Giusti tra le nazioni” - ,  la comprensione di una persona sconosciuta che accetta di ammorbidirsi, un taglialegna che dimentica nel bosco un’ascia e torna a riprenderla, una donna che cammina da sola e sente un grido di aiuto, il cielo nuvoloso che improvvisamente è squarciato da un raggio di sole.  “Grazia di Dio” o “miracoli”, così li leggono Roberta e Graziella che da allora vivono con fede e con senso di gratitudine la loro quotidianità.

Dopo la Liberazione il rientro in Italia per la famiglia di Graziella. La vita riprende, un faticoso reinserimento, nel clima di rinascita e di ricostruzione del dopoguerra e l’indifferenza di tanti. Di tutte le atrocità della guerra per lungo tempo non si vuole più sentire parlare.

Le domande degli studenti si susseguono. Le testimonianze di vita di Graziella e Roberto portano a riflettere sulle pulsioni dell’uomo, sui meccanismi della mente umana, sull’istinto di sopravvivenza, sul senso di patriottismo, sui gesti quotidiani, sul senso del dovere, sull’importanza della gratitudine, sul senso del risparmio. E su tanto altro ancora. Un ringraziamento sincero, sentito e commosso da parte di tutti noi.

(prof.ssa Anna Domizia Bianco)

CONOSCERE I PROTAGONISTI DELLA STORIA: LO SCRITTORE ANDREA SCHIAVON RACCONTA SHAUL LADANY

Chi è Shaul Ladany.  Marciatore, israeliano, sopravvissuto all'attentato delle tragiche Olimpiadi di Monaco 1972, è stato, da bambino, nel campo di concentramento di Bergen-Belsen. La sua vita ha attraversato il XX secolo: il '68 a New York da studente della Columbia, la Guerra dei Sei Giorni e quella di Yom Kippur, nel 1973. Andrea Schiavon ha raccontato il suo viaggio straordinario nel suo libro Cinque cerchi e una stella. Shaul Ladany, da Bergen-Belsen a Monaco '72. I ragazzi della classe 1 I, coordinati dalla prof.ssa Claudia Lucca nell'ambito del progetto di collaborazione con la casa editrice ADD, lo hanno potuto ascoltare dal vivo in un incontro che si è fatto esperienza.

Shaul Ladany è a Torino, domenica 27 gennaio, per la Run for Mem  https://www.lastampa.it/2019/01/25/cronaca/io-scampato-allorrore-dei-campi-nazisti-ho-capito-che-ogni-passo-una-conquista

PARTECIPAZIONE AL CONCORSO NAZIONALE "I GIOVANI RICORDANO LA SHOAH" 2019

Referente del progetto: prof.Rinaldo Previtali

Nell'ambito dell'iniziativa "I giovani ricordano la Shoah" 2018-2019, la classe IV H ha partecipato al concorso producendo un elaborato di tipo storico-documentale riguardante "quei tanti" del ghetto di Vilna "che non sono tornati dai campi di sterminio, che sono stati uccisi per la sola colpa di essere nati, che non hanno tomba, che sono cenere nel vento". Attraverso i documenti storici e le loro testimonianze, abbiamo ricostruito lo sterminio della comunità ebraica di Vilna. Il titolo del saggio è: Eco di voci ora mute.

PROIEZIONE DEL FILM DOCUMENTARIO 1938. DIVERSI E DIBATTITO CON IL REGISTA (18 febbraio 2019): Per non dimenticare. A 80 anni dall’emanazione delle Leggi razziali.

Referente del progetto: prof.ssa Anna Domizia Bianco

film-leggi razziali-2018

Lunedì 18 febbraio 2019 le classi 3M, 5D, 5H, 5I, 5M, 5P al cinema Nazionale di Torino per la visione del film documentario “1938. DIVERSI” del regista Giorgio Treves. A seguire Alberto Sinigaglia modererà il dialogo tra il regista e lo storico Claudio Vercelli.

 «Per ricordare, per sapere, per capire, per risvegliare l’interesse dei giovani con un linguaggio diretto»

ADESIONE AL PROGETTO "PROMEMORIA AUSCHWITZ 2019" DELL'ASSOCIAZIONE DEINA

Referente di Istituto: prof.ssa Barbara Duretto

Anche quest'anno alcuni allievi di quinta [Edoardo Rinaldi (5 B), Stefano Bertolucci, Edoardo Montemagno e Francesco Renis (5 I), Riccardo Antonucci e Francesco De Viti (5 O)] si preparano alla partenza per Cracovia, avendo aderito al progetto Promemoria Auschwitz 2019 della Associazione Deina. Il viaggio, preceduto da quattro incontri di formazione tra novembre e gennaio, si svolgerà dall'8 al 14 febbraio e porterà i ragazzi a visitare i luoghi di Cracovia legati alle vicende degli ebrei, ovvero il Quartiere Kazimierz, la fabbrica di Oskar Schindler e il ghetto in cui furono segregati prima della deportazione, per culminare nella visita di Auschwitz - Birkenau, simbolo della follia nazista e dello spietato antisemitismo.

VIAGGI DI ISTRUZIONE NEI LUOGHI DELLA DEPORTAZIONE NAZISTA

Dall'11 al 15 marzo 2019, alcune classi quinte, saranno impegnate nel viaggio di istruzione che comprenderà la visita, dopo un percorso didattico interdisciplinare inserito nella programmazione, di alcuni luoghi significativi della storia della deportazione e della Resistenza al nazifascismo:

 - Praga e Memoriale di Terezin (classi 5F e 5C /accompagnatori: proff.Brondolo, Brucoli, Doveri, De Luca

VIAGGIO A ROMA (13-15 NOVEMBRE 2018): I VALORI DELLA RESISTENZA E LE ISTITUZIONI REPUBBLICANE

Le classi 4A 4B e 4C del GALFER si sono recate a Roma nell’ambito di un progetto, promosso dal prof. Gavino Olmeo, che mira a far scoprire agli studenti i valori della Resistenza al nazifascismo, fondamento delle Istituzioni della Repubblica.

I 65 partecipanti hanno preso parte ad un percorso didattico presso il Museo della Liberazione di via Tasso e il Sacrario delle Fosse Ardeatine, dove hanno potuto ascoltare la toccante esperienza della figlia di una delle vittime dell’eccidio. Giovedì 15 novembre gli studenti hanno assistito, a Palazzo Madama, alla seduta del Senato della Repubblica incontrando la vicepresidente sen. Anna Rossomando.

Gli accompagnatori del viaggio di scopo sono stati la prof.ssa Camedda e i proff. Brucoli, Casale, Domenichelli e Olmeo.

INCONTRO CON VERA VIGEVANI JARACH (5 NOVEMBRE 2018)

"Mai più il silenzio": è questo l'invito che Vera Vigevani Jarach è solita ripetere nella sua instancabile opera di "militante della memoria", come ama definirsi. E' questo l'invito che abbiamo voluto accogliere, ospitando Vera nel nostro Istituto, lunedì 5 novembre 2018, dalle ore 10.00 alle 12.00, accompagnata da Norma Victoria Berti, autrice di un libro che raccoglie le storie di altre donne come lei perseguitate dal regime militare argentino di Videla e Massera (Donne ai tempi dell'oscurità. Voci di detenute politiche nell'Argentina della dittatura militare, edizioni Seb 2017). Ad ascoltare Vera, come futuri custodi della Memoria, un centinaio di ragazzi delle classi quinte. Nel ruolo di moderatore il prof.Francesco Brucoli.

Vera Vigevani è testimonianza vivente di due delle più tragiche vicende di un Novecento attraversato dai totalitarismi, dalle dittature militari, dai genocidi, dalla Shoah: ebrea italiana, fuggita in Argentina nel 1939 per le leggi razziali, da bambina; nipote di uno dei milioni di deportati ad Auschwitz mai più tornati alle loro famiglie e di cui non c'è tomba; madre di Franca Jarach, sequestrata subito dopo il colpo di Stato militare del 1976, a soli diciotto anni, detenuta e poi uccisa in uno di quei "voli della morte" insieme ai tanti giovani studenti fatti scomparire dal regime, anche lei senza tomba. Divenuta una delle coraggiose Madri di Plaza de Mayo, unitesi dapprima per cercare la verità sulla sorte dei propri figli, per poi aprire il proprio orizzonte di madri a tutti quei figli, di ogni luogo e di ogni tempo, vittime di violazioni della dignità umana, nella convinzione che, grazie alla Memoria, non solo si possa ottenere Giustizia, ma soprattutto progettare un'idea di umanità capace di reagire agli orrori, vecchi e nuovi, sempre incombenti. Da qui l'impegno con i giovani delle nuove generazioni, su cui Vera afferma di riporre grandi speranze.

(Prof.ssa Raffaella Brondolo)



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